L’arte contemporanea e neo psicadelica di Yayoi Kusama

Avvicinandoci al giorno dedicato agli innamorati e quindi al festeggiamento per antonomasia dell’amore, ci è venuta in mente la mostra “LOVE” dello scorso anno che si è tenuta negli spazi espositivi del Chiostro del Bramante a Roma ed in particolare una delle foto più immortalate e che divenne incredibilmente virale sui social network.

Genio e follia, facce di una stessa medaglia per Yayoi Kusama, artista giapponese d’avanguardia oggi 88enne. E’ stata pioniera della Pop Art, Kusama crea per sublimare il suo disagio esistenziale, i suoi problemi psichici: all’età di 10 anni comincia ad avere le prime allucinazioni, inizia a vivere in un buio perenne e ad alleviare le sue angosce nella pittura dipingendo su tutto quello che trova. A 27 anni lascia il Giappone e sbarca in America e da lì il caos artistico è imperante tra performance e continue creazioni. Nel 1966 arriva il successo con la Biennale di Venezia, ma il suo disagio aumenta portandola a scegliere di vivere in uno studio vicino all’ospedale psichiatrico.  La sua produzione artistica è incessante – si contano più di 500 opere realizzate – nei suoi disegni e nelle sue installazioni sono ricorrenti pois, occhi, forme falliche, reti e fiori che coinvolgono psiche e mente. Farsi coinvolgere da questa signora dell’arte contemporanea attraverso le sue affascinanti opere e attraverso la sua storia è davvero un’esperienza surreale. Restano impresse le sue retrospettive di Tokyo e Washington dove l’apparente caos creato da Kusama si è reso materia.